La cantina di Bomporto

Perché "Cantina della Volta"?

L'idea di utilizzare Cantina Della Volta come denominazione sociale è nata dalla specifica collocazione della nostra cantina sul territorio di Bomporto (toponimo derivato dall’orginario Buon Porto utilizzato fino al 1800 per definire un luogo che offriva rifugio sicuro alle imbarcazioni). 

Il territorio di Bomporto dal 1423 è attraversato dal Naviglio Modenese, canale navigabile ricavato da una deviazione del fiume Panaro, affluente del Po. Storicamente questi corsi d’acqua erano le vie di commercio maggiormente utilizzate per gli scambi di merce, essendo tutti fiumi navigabili utilizzati come collegamento tra Modena e l’Adriatico.

Il Naviglio Modenese lasciava la città alle spalle del Palazzo Ducale e, attraverso l’attuale Corso Vittorio Emanuele, proseguiva fuori le mura toccando la località dei Mulini Nuovi. Attraversata Bastiglia e raggiunta Bomporto, si congiungeva quindi al fiume Panaro. Non a caso, le attività agricole e commerciali delle zone di campagna sceglievano di essere ubicate in stretta prossimità delle vie navigabili, per rendere più agevoli gli scambi con la città. La navigazione fu attiva fino ai primi anni del novecento, quando i barconi carichi di merce giungevano nella Darsena di Bomporto trainati dai cavalli. La Darsena rappresenta l’eccellenza architettonica più significativa della zona e fu costruita nella seconda metà del XVIII sec. su richiesta di Francesco II d’Este. E’ un’opera idraulica di grande importanza e ancora oggi si possono ammirare le Porte Vinciane costruite per consentire il blocco dell’afflusso dal Naviglio al Panaro, quando quest’ultimo supera un determinato livello. L’azionamento delle Porte è completamente automatico e si basa su un principio idraulico studiato da Leonardo da Vinci.

L’edificio attualmente utilizzato da Cantina della Volta fu costruito nel 1920, su incarico della famiglia Bellei, in prossimità dell’argine del Naviglio di Bomporto, nella zona vicino alla Darsena, luogo in cui le barche dovevano effettuare ”la volta” nel loro percorso per riprendere la navigazione in senso contrario verso la città di Modena. Il significato letterale della ragione sociale rievoca quindi questo dettaglio di rilevanza storicamente fondata, ma gioca anche sulla doppia accezione, volendo sottolineare il recente cambiamento di corso nella gestione dell’azienda vinicola.

Nel 2010 ha avuto inizio il lavoro di recupero strutturale della vecchia Cantina Bellei nel rispetto delle originarie linee architettoniche.

È stato creato un affascinante connubio tra l’ambiente, nel quale hanno lavorato tre generazioni di Bellei prima di Christian, e un insieme di tecnologie e di impianti all’avanguardia, specifici per la produzione del Metodo Classico.

Gli spazi sono successivamente stati arredati con autentici gioielli di tecnologia enologica: una pressa Bucher Vaslin che garantisce spremiture delle uve misurate, con appositi frazionamenti; tini d’acciaio inox termo-condizionati, impianti di refrigerazione dei mosti gestiti con controlli automatizzati, impianto di climatizzazione che permette la fermentazione e l’affinamento alla temperatura costante ottimale, una linea di degorgiatura e conseguente dosaggio della liqueur di nuovissima concezione.

L’occhio di Christian Bellei è sempre attento a valutare le soluzioni più innovative nel perseguimento di una sempre migliore qualità dei vini in bottiglia.

 

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